
Segue intervista di Andrea Barchetta il responsabile di Azione Universitaria Tor Vergata su mediapolitika.com
In questo periodo di grande partecipazione dei giovani alle dinamiche politiche, l’intenzione di questo articolo era di confrontare due punti di vista differenti, per meglio dire completamente opposti, su una tematica fondamentale come quella dell’università. Però, con mia grande delusione, dovrò riportare le considerazioni di una sola delle due organizzazioni universitarie operanti nel nostro Ateneo: questo perché i rappresentanti del Collettivo della facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata si sono rifiutati di rilasciare un’intervista doppia nella quale, rispondendo alle medesime domande, si confrontassero con Azione Universitaria. Il Collettivo infatti non soltanto giudicava inappropriato questo tipo di articolo nel quale venivano affiancate entrambe le interviste, ma anche che un’associazione di studenti legata a partiti politici come Azione Universitaria potesse essere accostata al Collettivo che si dichiara autonomo e indipendente da influenze partitiche. Abbiamo provato a contattare anche una rappresentanza dell’UDU, ma non siamo riusciti a raccogliere loro contributi per ristretti tempi redazionali e non per loro indisponibilità. Tralasciando ulteriori polemiche e confermando che questo blog si dichiara apertamente apartitico, introduco l’intervista ad Andrea Barchetta, dirigente di Azione Universitaria di Tor Vergata, sottolineando di essere sempre disponibile a pubblicare interviste nelle quali anche il Collettivo o l’Unione degli Universitari possano esprimere le proprie considerazioni.
1-Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad un grande movimento da parte degli studenti attraverso scioperi, manifestazioni, occupazioni di università: qual è la posizione di Azione Universitaria?
I giornali ci hanno appellato come “maggioranza silenziosa”, ma non per questo le nostre menti sono prive di idee; da studenti consci di essere parte integrante di una società già abbastanza in difficoltà non ce la sentiamo di mandare in tilt le città. Il nostro “silenzio” è quello di chi ogni giorno organizza assemblee, volantinaggi e manifestazioni per comunicare al mondo che un’altra Università è possibile, senza alzare i toni e soprattutto senza i vertici del sistema che si vorrebbe abbattere al comando.
2- Gli articoli 16, 66, 69 della legge finanziaria n. 133/2008 riguardano l’università: non pensi vadano ad aggravare una situazione dei nostri atenei che è già di profonda crisi?
Per quanto riguarda le Fondazioni, gli atenei hanno la possibilità di trasformarsi in fondazioni di diritto privato se votate a maggioranza assoluta dal Senato Accademico e l’eventuale trasformazione è esente da tasse e imposte. In entrambi i casi le Università continueranno ad ottenere il finanziamento pubblico; quindi noi di Azione Universitaria non vediamo come questo possa ledere il nostro diritto allo studio.
3- Secondo te ci sono stati dei segnali di apertura da parte del Governo dopo le numerose proteste?
Con il decreto-legge n.180 abbiamo ottenuto importanti concessioni: oltre ai 200 milioni per borse di studio e alloggi per studenti fuori sede, è stata introdotta la distinzione tra atenei virtuosi e spreconi, maggiore spazio per i giovani nella carriera accademica, più trasparenza nei concorsi. Quindi a scendere in piazza contro queste norme sono solo alcune sigle che di fatto difenderanno la mala università; la strada è lunga ed il decreto n.180 è un buon inizio.
4-Azione Universitaria è un movimento vicino ad Azione Giovani, organo giovanile di Alleanza Nazionale il cui presidente è l’ attuale ministro delle politiche giovanili Giorgia Meloni: non potrebbe sembrare che Azione Universitaria sia influenzata da dinamiche politiche non inerenti ad una difesa apartitica degli studenti?
Azione Universitaria è prima di tutto un movimento studentesco e come tale non può fare a meno di schierarsi dalla parte degli studenti, a prescindere dal Governo in carica. Il fatto che in questo momento ci sia un Governo che può essere ricondotto a noi, ci spinge ancora di più a combattere ogni giorno per ottenere quello per cui ci siamo sempre battuti. Inoltre auspichiamo che la maggioranza si impegni in maniera concreta per rivoluzionare l’Università; in caso contrario saremo i primi a scendere in piazza a manifestare.
5- L’organizzazione di cui fa parte è da sempre in contrasto con il Collettivo e con Unione degli Universitari: in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, non sarebbe meglio accantonare ognuno le proprie ideologie e cercare di difendere insieme i diritti di tutti gli studenti?
Azione Universitaria si schiera sempre dalla parte degli studenti per la difesa dei loro diritti; i giovani di Sinistra dicono di non essere strumentalizzati, ma abbiamo visto alla guida dei cortei tutti i Rettori, i leader sindacali ed i segretari di partito. La credibilità dell’Onda “anomala” si è spenta quando tra gli studenti si sono smascherati i veri capo popolo: baroni e sindacati scesi direttamente in battaglia per difendere i loro privilegi.

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