Con la speranza che su questo blog, possa ritrovarsi una generazione che sappia immaginare il futuro. Protagonisti fino in fondo. Luciano Cavaliere

lunedì 7 luglio 2008

PDL - Essere o non Essere? e soprattutto che cosa essere?



Sono giorni che mi pongo una domanda…quanto vale la pena continuare a impegnarsi in e per la politica? Non io, cioè non quanto ne valga la pena per me solamente, ma quanto ne valga la pena davvero…per tutti. Ora ,io sono sempre stata quella dell’entusiasmo, quella felice di avere scelto il gruppo di cui fare parte, e lo sono ancora non fraintendetemi, ma certe volte penso che il tutto sia realmente inutile. Cioè se non avessi un gruppo di persone intorno che si impegnano quanto e molto più di me, e a cui tra le altre cose voglio bene, avrei già mollato da tempo. Dopo questo sfogo iniziale passo a spiegare il perché. La situazione è al quanto precaria in tutto il paese, c’è questa fusione che si dovrebbe compiere nel giro di qualche mese, eppure ancora non ne abbiamo compreso i tempi e le metodologie, forse anzi sicuramente, perché essi non sono chiari neppure nelle stanze dei bottoni, bene ma noi, la base, il territorio, come si deve comportare nel frattempo? Sto assistendo a scene surreali…da un lato i movimenti giovanili: azione giovani o azione universitaria (tralascio appositamente i giovani di FI perché la loro presenza sul territorio non è mai stata pressante) vanno avanti abbastanza normalmente, come se nulla stesse cambiando, forse qualche simbolo diverso, qualche gesto da evitare, ma per il resto tutto prosegue: le battaglie, le manifestazioni, le vittorie…non ovunque certo ma in grandi linee è così. Dall’altro gli “adulti” dei partiti, quelli che dovrebbero essere i fautori di questa fusione, che sembrano non capire quale percorso si sta percorrendo e quale sia la meta da raggiungere. Tutti alla ricerca di un posto al sole, tutti alla ricerca di quale sarà il carro dei vincitori. È ovvio che non è così ovunque, ma io parlo per quello che vedo, e quello che succede qui a Francavilla, somiglia tanto a quel gioco che si faceva da ragazzini: una serie di sedie in numero inferiore a quello dei partecipanti, tutti a girare allegramente intorno alle sedie, poi quando si spegne la musica tutti alla ricerca di una seduta, chi resta in piedi è fuori dai giochi…ve lo ricordate? Io si e molto bene, e già da piccola lo odiavo, perché non sono stata mai veloce, e soprattutto non sono stata mai brava a fregare il posto che spetta a qualcun altro di diritto. Mi ricordo di vere e proprie aggressioni fisiche per conquistare una sedia, ed è quello che succede qui e ora, tutto per mettere il cosiddetto cappello sulla sedia. E così ci troviamo ad affrontare e a sentire parlare di PDL, senza cognizione di causa, assistiamo a dichiarazioni fatte per nome e per conto di persone assenti, e magari distanti, ci troviamo addirittura ad affrontare lotte interne, come quando i fratelli litigavano per l’ultima sedia rimasta libera…eppure per me è così ovvio se io ero la più lenta della famiglia, e mia sorella aveva la possibilità di vincere, perché mai avrei dovuto rubarle con arroganza la sedia e toglierle questa possibilità, lasciando vincere uno dei cugini, nella migliore delle ipotesi, o addirittura il figlio del dirimpettaio, quello odioso che rovinava puntualmente il mio castello di sabbia solo per invidia, perché lui un castello di sabbia suo non lo sapeva costruire? Perché? Perché per una volta non si riesce a fare gioco di squadra? Soprattutto se stavolta non si è poi così sicuri di vincere, e soprattutto perché non si rispettano le direttive e le gerarchie? Io sono una di quello che se il capo chiama risponde, e spesso vengo criticata per questo, ma alle volte mi sembra davvero troppo…la verità è che io odiavo quel gioco stupido da bambina e continuo ad odiarlo tutt’ora, specialmente se considero che a giocarci sono persone a cui io ho messo, rimesso, e probabilmente continuerò a mettere in mano il destino del mio paese e della mia Patria. Perciò un consiglio spassionato, piantatela di fare i ragazzini, perché se vince l’antipatico dirimpettaio, la musica potrebbe davvero finire o per lo mano cambiare!

p.s. ho espresso le mie perplessità ad altri amici, e mi sono sentita rispondere che a noi di roma ci prendono in giro, perchè le cose vanno così, sono sempre andate così, e continueranno ad andare così...mi domando solo se davvero l'unica cosa che ci resta è essere spettatori (per di più paganti!) di questo spettacolo indegno...

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